domenica 27 aprile 2008

Beppe Costa Incontri: Barbara Alberti, Alberto Bevilacqua, Lia Levi, Adele Cambria


Ricomincio da tre, anzi da quattro !

Con la presenza di alcuni scrittori e poeti fra i più noti quali Alberto Bevilacqua, Barbara Alberti, Lia Levi ... letti da altrettanti superbi attori come: Cristina Cellini, Lorenzo Degl'Innocenti e Orsetta Foà, iniziano gli incontri presso la Pellicanolibri [Via Gattico 3, Roma, Casalotti].

Ad arricchire l'atmosfera contribuirà la presenza di alcuni musicisti.

Una serie di Mostre completa il programma

mercoledì 23 aprile 2008

Leo Ferré: Col Tempo. Una delle più belle canzone di tutti i tempi.




Avec le temps...
Avec le temps, va, tout s'en va
On oublie le visage et l'on oublie la voix
Le cœur, quand ça bat plus, c'est pas la peine d'aller
Chercher plus loin, faut laisser faire et c'est très bien

Avec le temps...
Avec le temps, va, tout s'en va
L'autre qu'on adorait, qu'on cherchait sous la pluie
con il poeta e suo traduttore
Mauro Macario
L'autre qu'on devinait au détour d'un regard
Entre les mots, entre les lignes et sous le fard
D'un serment maquillé qui s'en va faire sa nuit
Avec le temps tout s'évanouit

Avec le temps...
Avec le temps, va, tout s'en va
Même les plus chouettes souv'nirs ça t'as une de ces gueules
A la gal'rie j'farfouille dans les rayons d'la mort
Le samedi soir quand la tendresse s'en va toute seule

Avec le temps...
Avec le temps, va, tout s'en va
L'autre à qui l'on croyait pour un rhume, pour un rien
L'autre à qui l'on donnait du vent et des bijoux
Pour qui l'on eût vendu son âme pour quelques sous
Devant quoi l'on s'traînait comme traînent les chiens
Avec le temps, va, tout va bien

Avec le temps...
Avec le temps, va, tout s'en va
On oublie les passions et l'on oublie les voix
Qui vous disaient tout bas les mots des pauvres gens
Ne rentre pas trop tard, surtout ne prends pas froid

Avec le temps...
Avec le temps, va, tout s'en va
Et l'on se sent blanchi comme un cheval fourbu
Et l'on se sent glacé dans un lit de hasard
Et l'on se sent tout seul peut-être mais peinard
Et l'on se sent floué par les années perdues
Alors vraiment... avec le temps... on n'aime plus


struggente, commuove fin nelle ossa...


Col tempo sai,col tempo tutto se ne va
Non ricordi più il viso,non ricordi la voce
Quando il cuore ormai tace a che serve cercare
Ti lascio andare,forse meglio così
Col tempo sai,col tempo tutto se ne va
L'altro che adoravi,che cercavi nel buio
L'altro che indovinavi in un batter di ciglia
E tra le frasi e le righe e il fondotinta
Di promesse agghindate per uscire a ballare
Col tempo sai,tutto scompare.

Col tempo sai col tempo tutto se ne va
Ogni cosa appassisce e mi scopro a frugare
In vetrine di morti,quando il sabato sera
la tenerezza rimane senza compagnia.

Col tempo sai,col tempo tutto se ne va
L'altro a cui tu credevi anche un colpo di tosse
L'altro che ricoprivi di gioielli e di vento
Per cui avresti impegnato anche l'anima al monte
A cui ti trascinavi alla pari di un cane
Col tempo sai tutto va bene
Col tempo sai,col tempo tutto se ne va
Non ricordi più il fuoco non ricordi le voci
Della gente da poco e il loro sussurrare
Non ritardare copriti con il freddo che fa.

Col tempo sai col tempo tutto se ne va
E ti senti il biancore di un cavallo sfiancato
In un letto straniero ti senti gelato
Solitario ma in fondo in pace col mondo
E ti senti ingannato dagli anni perduti
E allora tu,col tempo sai...non ami più








Ancora oggi Mauro Macario e Chantango traducono e portano laddove possono le sue canzoni, senza modificare l'atmosfera, l'emozione che musica e parole continuano a trasmettere.

Estate Romana ... cominciò così ... per caso

Gli 'Artisti?' sono ormai abituati, non rassegnati!


In giorni di lutto (almeno per molti di noi) mi consolo o mi piace ricordare che, non appena riuscii a fare applicare la legge Bacchelli, (insieme alla giornalista Adele Cambria e Dario Bellezza) in favore di Anna Maria Ortese (così che ancor oggi ne usufruiscono in tanti), mi coinvolsero nell'idea di far qualcosa per salvare i librai delle Bancarelle 'sfrattati' dai luoghi per loro più consoni: le vie e le piazze del centro.
Ora che nessuno mai si fosse lamentato dei venditori di cocomeri o di panini coi deliranti wusterl nelle pubbliche vie era cosa nota, ma dei venditori di libri (che sono gli unici a conoscerli davvero) era da non crederci. Che 'inquinassero' l'aria?
L'idea? Semplice: i due più accaniti guerrieri, Mario Guerra ed Ermanno Totta, convocarono i librai con le loro bancarelle lungo Ponte S. Angelo. Lì, con un pianoforte affittato, un televisore e una bottiglia vuota di coca cola a far da riflettore, iniziò la più bella, esaltante, economica (nessun Ente sborsò una sola lira) che Roma abbia mai avuta.
Poi, molto dopo la mia eliminazione, da parte dei 'soliti furbi' che si fecero belli di ogni nostra idea, la manifestazione cambiò nome. Per anni, diventò vendita di panini, di spazi, di ogni cosa ed ebbe per giunta, i soldi degli Enti. Molti. Quando i furbi sono anche ladri.




Appoggiato dalla "Confesercenti" di Roma. Un incanto tutte le sere fino a notte fonda. Con il sostegno di tutti gli scrittori e musicisti intervenuti gratuitamente: da Renzo Paris, a Riccardo Reim, Elio Pecora, Dario Bellezza, Dacia Maraini, Amelia Rosselli, e tanti altri


Ero molto giovane quando lessi "Il ladro di talento" di Pierre Reverdy", e, malgrado mi rimanesse impresso nella memoria non sono riuscito mai ad evitarli i tanti ladri che mi si sono affiancati, (professori, leccapiedi, giornalisti del momento, scrittori cosiddetti emergenti, che spesso durano un giorno, venditori di lauree o rapinatori di tesi, presentatori di libri che non hanno mai letto, eccetera).
Con qualche eccezione, devo ringraziare solo pochissime persone, anche l'autore di questo articolo, Ermanno Totta, su decine di giornali dedicati a questa straordinaria estate, pochissime volte si nomineranno i motori di quest'impresa bellissima durata quattro mesi: io, Ermanno Totta e Mario Guerra che, sono stati quelli che mi chiamarono per avere delle 'idee'. Poi per quattro mesi, moti si misero cravatte estive e andarono dal barbiere per rilasciare interviste per l'evento, per la serata, perfino per il pianoforte, e non ne avevano mai visto uno.
Io invece ci sudai tanto guadagnando però tanti fiori, panini, amori, la felicità delle centinaia di persone che per quasi quattro mesi vennero al Ponte per passare ogni sera una vacanza
diversa. Cinema, musica, poesia, giochi per bambini e grandi, il giocologo, la danza. Mi resta la tracia di una multa che però non ho mai pagato. (per le multe mettevano davanti solo per, l'organizzatore, il pianista, l'operaio, il poeta. Insomma per i vigili ero io il colpevole!
Anche questa volta, come per Anna Maria Ortese, devo ancora oggi ringraziare solo il Questore di allora.








domenica 20 aprile 2008

un ricordo di Leo Ferré, l'ultimo poeta


Finalmente viene edito il cd "Ferré - Baudelaire, Les fleurs du mal"

Per saperne di più clicca qui




"L'anarchia è la formulazione politica della disperazione. L'anarchia non è un fatto di solitari: la disperazione neanche. Sono gli altri a informarci sul nostro destino. Sono gli altri a farci, a distruggerci. Con gli altri si è un altro. Allora, distruggendo gli altri, distruggiamo noi stessi. E' stato già detto; è importante che sia ripetuto..." (Leo Ferré)


Malgrado Ferré sia andato via dalla Francia, le sue 'canzoni' sono edite, come quelle di Brel e Brassens) da Gallimard, nella collana più prestigiosa forse al mondo di poesia: "Biblioteca della Pléiade".

Le nostre collane di poesia con autori quali Neruda, Pessoa, recano invece prefazioni di Pelù, Jovanotti, che saranno bravi a cantare ma quanto a dirci di questi grandi poeti ecco c'è da urlare!
E che gli editori sono finanziarie con dirigenti che hanno guardato sin da piccoli solo Italia uno, viene più di un sospetto. Quasi come quei critici che mi hanno
contestato e non hanno voluto neppure firmare per la petizione in favore di Anna Maria Ortese e che oggi, tronfi e pettoruti (oltre che pagati) se la vanno a presentare come fosse una loro scoperta! Faranno i decennali, i ventennali, i trentennali, ecc. Mangiano!
Per fortuna questo con Leo non accade, da Medail a Macario alla figlia e persino per i blog su myspace a lui dedicato sono 'gestiti' da persone che hanno per Leo un grande rispetto. Come me.

È passato tanto tempo, ma il ricordo di Leo è assolutamente indimenticabile: nella politica, nell'amore, nei sogni, nella musica. Che Leo fosse anche direttore d'orchestra è sempre passato in secondo piano.
La contestazione studentesca in Francia del '68 e i risultati di questa, lo avevano talmente 'nauseato' da scegliere, come paese, l'Italia: Castellina in Chianti. Splendida! consona al suo modo di vivere.
Lì continuò a fare libri e dischi, quasi in proprio.
Ricordo il suo traduttore Enrico Medail (di lui e della moglie conservo ancora dei dischi), successivamente ho conosciuto Mauro Macario che ha ripreso e tradotto molti dei suoi testi, e la mia voglia di farlo conoscere di più, di 'imporlo' quasi anche ai giornali coi quali collaboravo ma, è sempre stata dura!

Organizzato dal 'Centro Culturale Francese' di Catania, (1984) la sua presenza al Metropolitan, teatro nuovo e con tremila posti fu occasione per conoscerlo e intervistarlo. Ero indignato per il pubblico di trecento persone ch'era venuto ad ascoltarlo. Lui no! Capì la mia ammirazione ma anche l'essergli simile e, abbastanza timido (sfido chiunque!) allora dal palco, e si nota nella foto che ho messo in myspace, mi indica e mi chiama in causa! (questo interloquire amichevole succederà diverse volte anche con Arnoldo Foà). Mi rende partecipe dell'amore per ciò ch'è diverso. Della crescita che non può coinvolgere folle, ma che poco a poco bisogna conquistare. Ma le trecento persone lo applaudirono come trentamila!
Noto più per i testi delle canzoni 'Gli anarchici' e 'Solitudine', ho sempre preferito invece 'Col tempo' o 'Piccina'. Perché in queste ultime si rispecchiano le altre, anzi tutte le altre.
'Avec le temps' ma preferisco sempre usare l'italiano, perché gli italiani lo usiamo sempre meno, è di straordinaria potenza, come 'Non andare via' di Brel. Potranno passare secoli ma neppure una sola riga sarà mai 'datata'.
Nell'intervista che, per ragioni di spazio, mi è stata accorciata, Leo salva pochi dei nostri cantautori, De André soprattutto e Gino Paoli, coi quali collaborò. Siamo consapevolmente d'accordo, complici e il tempo ha dato ragione.
Aggiungo che in quegli anni, avevo tentato di stampare le sue poesie, mi incrociavo con diritti musicali assurdi, costosi e piene di trappole, tutto ben lontano dai suoi desideri. Lotte che dovevo affrontare per sopravvivere, difficile già con i libri di Arrabal, Bachelard, Halimi che già non riuscivo a diffondere né a pagarmi.

chez léo ferré

Leo aveva compreso appieno la mia forza ma anche il mio dolore; così la moglie, straordinaria e fedele compagna, quando stava male nelle telefonate sembrava essere consapevole ch'io fossi un complice, e quasi mi voleva tranquillizzare per non 'sentirlo' nella sua 'solitude'.

Omaggio a Dario Bellezza di Melina Rende

A Dario, Per Dario, Con Dario


Mari, maremoti, trombe di mare

m'assomiglia molto questo lembo d'acqua

Brunita, color basalto,

Azzurrea, color di cielo

Alta quand'è tempesta

Bassa quand'è marea

Scava scava nella sabbia a cercar il proprio fine

a me somiglia questo lembo di terra e d'acqua,

specchio della mia angoscia

La guardo dal pontile

mi siedo

mi ci assiepo e mi ghermisce il cuore

m'abbacina

mi riflette

mi attira in ogni ora

Seduto sul pontile di legno consumato

dal lambire dell'onda tua,

come la vita disturbato,

Sorrido sornione, sento di averla presa,

mi spiove addosso, gocciole di sperma,

fresco e spumoso

Rincalzo la sua onda e sono a lui addosso

mi strattona, impietoso,

come la vita Posso.........

....... Sembra dir che Natura è fatta d'acqua e seme,

di sangue e d'umore.

Ora che son qui, lontano dal pontile, so che è la Vita

e Posso.


(Melina Rende, Guardando un pontile...)

martedì 8 aprile 2008

Dario Bellezza, Dacia Maraini, Alberto Moravia: incontri che cambiano la vita




Grazie (questo , ancora oggi e tenterò oltre, di scrivere meglio e senza errori, lo pubblichiamo anche sul blog "insonnoeinveglia")
Accade che volevo entrare da tempo nelle vostre pagine, sentivo parte di me, ma il mezzo ancora non mi appartiene, solo lo trovo eccezionale. E anche, oggi, ricordando Dario, confermo i gatti. Morivo di assenza di complici in Sicilia, Lui mi cercò, era famoso nel '78, gli presentai Muscetta e Kraisky, il traduttore italiano di Dostoevskij e facemmo notte.
Mi chiese perché pubblicassi Arrabal e Bachelard, invece degli autori italiani. Risposi che loro (Arrabal, Gunder Frank, Halimi) mi sarebbero stati grati, gli italiani no! Un mese dopo mi portò di forza a Roma, dormii a casa sua, invaso dai suoi sei gatti, che si precipitavano dalla finestra alla sua casa più grande. Pisciarono a lungo e tutta la notte le mie valige. Dario non si scompose, mi aiutò, scrisse una prefazione a un mio testo teatrale, impiegò tanto tempo, non era, come tante, a pagamento. Il racconto è lungo.
Aprendo la libreria mi vide lontano e come una sorta di astio per averlo abbandonato, lasciato nelle mani di chi gli rubava il mangiare dei gatti o i soldi che a quello servivano.
L'ultima telefonata mi trattò male.
Chiarisco qui alcune cose:
non mi presentò Moravia (che mi regalò aiuto facendomi pubblicare un suo racconto e, fui spesso invitato solo perché lo avrei portato con me). Fu Dacia a presentarmelo e gliene sarò grato per tutta la vita.
Fui io a costringerlo ad incontrare Marta (chi, quella?) poi si stavano quasi per sposare. Grande Martina, mi ha aiutato con soldi e incoraggiamenti come pochi. Sono io che mi sono isolato forse, come Ortese, soffrivo di qualche solitudine.
Fummo per anni il gatto e la volpe, divise con me soldi, affanni e lunghi viaggi in treno, voleva solo andare verso Sud, quasi mai al Nord. Fece premiare in Sicilia sicuramente alcuni che non gli furono mai riconoscenti (neppure con me, lo furono mai).
Con me divise i soldi di alcuni Premi, non li avrei voluti ma per lui ero io che in qualche modo lo avevo proposto e quindi andavo 'compensato). Sono stato talora in giurie di qualche premio, ma quasi sempre mi hanno cacciato l'anno dopo. O perché disubbidivo (chissà, al Bancarella?) o perché avevo già convinto Dacia (che neppure sospetta minimamente) a far parte di una giuria.
Questo per oggi, mentre vi invito a visitare anche il Blog dedicato al Poeta:
Dario bellezza invito, su myspace.

nelle foto: Dario insieme a Dacia a una presentazione e con me a una delle tante letture di poesia in Sicilia

lunedì 7 aprile 2008

Per Anna Maria Ortese, alcune 'memorie'

Pubblico su "Insonnoinveglia" spazio curato da Giorgio di Costanzo, quanto segue:

Forse sarebbe meglio, rimandare gli utenti che volessero saperne di più su Anna maria Ortese, soprattutto quando, non solo nessuno la voleva pubblicare, ma alcuni "intellettuali" neppure volevano mettere la firma per sostenermi nella richiesta del Vitalizio per lei. Forse è meglio leggere le sue lettere (ho messo non solo gli originali, ma anche la versione dattiloscritta). Mancano quelle che avevo portato al Presidente del Consiglio (allora Craxi) in possesso attualmente di Adele Cambia, giornalista d'eccezione, molte volte insieme a me nelle battaglie civili, ma li metterò a breve. Non solo, ma ho raccolto, e potete anche riprodurle gli articoli relativi all'anno 1986. Nessuno, salvo io, è stato ricevuto a casa sua. Veniva distrutta dalla pubblicità, perlopiù di protesta, perfino delle casalinghe) attorno al suo caso. Testimone del mio percorso, è anche Marta Marzotto che mi aiutò economicamente sia a stampare i suoi deu libri sia a ristamparli. Dario bellezza, che mi manca e mio grande amico - a lui ho dedicato un blog - non poteva fare nulla, avrebbe potuto anche lui, più potente di me, a lui Anna tramite me, mandò un quadro come compenso per avermi fatto intervenire. Ora, non tanto per una sorta di ingiustizia nei miei confronti, basterebbe ficcare il muso oggi su Internet e un buon ricercatore di un tempo lo farebbe, e si possono avere tante informazioni. Certo tempo e fatica, come diceva Anna aggiungendo: "Beppe, ma chi mi deve leggere". E come diceva qualcuno che dopo la festeggiò e festeggia: "Lei perde il suo tempo, la Ortese è una ingrata e poi se l'è voluta. Vedrà se gli darà qualcosa, Lei lo ridà al primo che passa". Vero, non aveva quasi nulla ed era pronto a darlo. Sono trascorsi più di 20 anni ma il ricordo di Lei con la bottiglia di Martini a Fiuggi, dopo il Premio che corre verso di me, lasciando di stucco gli 'incravattati' (non nel senso siciliano del termine) gridando "FratelloGheddafi" (è così che mi chiamava): "Andiamo a festeggiare, mica sto con questi qui": A Fiuggi, a ritirare il premio, dall'albergo in Prati dove era stata ospitata, ma di cui non ricordo il nome, la accompagnai io, ma al Premio Fiuggi (mancanza di vestito idoneo) non mi fecero entrare.
Almeno qui posso. Ringrazio di cuore questo blog.

mercoledì 2 aprile 2008

Arnoldo Foà ed Erica Blanc in "sul lago dorato" al teatro Parioli di Roma fino al 6 aprile



Scrivere di Arnoldo Foà ha sempre creato un certo imbarazzo. Imbarazzo perché lo ritengo da ‘Nobel’, perché qualche volta, ma accade spesso nel nostro paese, le persone che hanno ‘carattere’ o che non si prestano a giochi politici, hanno una vita, se non più difficile, sicuramente più tortuosa.

Detto questo è con grande meraviglia e stupore che finalmente a teatro ho visto il Teatro!

Proprio con Lui, affiancato da una non meno favolosa Erica Blanc. Quando la coppia funziona, si sa, i risultati sono eccezionali.

Riprendere una commedia che, in una trasposizione cinematografia del 1981, vinse un oscar grazie all’interpretazione di Henry Fonda e Katherine Hepburn, potevano farla solo i due più grandi attori del teatro moderno..

Sottolineo moderno perché sta sia nell’attualità del tema che dell’interpretazione il gusto e il piacere della commedia straordinariamente caustica di Ernest Thompson.

Norman, Arnoldo Foà sta per festeggiare il suo compleanno nella casa sul lago dorato con la moglie, un’ eccellente Erica Blanc quando arrivano la figlia con un nuovo fidanzato, dentista(Luca Pizzurro), ed il figlio di lui. Un ragazzo difficile che non mostra il minimo rispetto per la coppia anziana, maggiormente insopportabile perché viene lasciato agli anziani coniugi. I rapporti fra il padre e la figlia, Loredana Giordano, non sono mai stati buoni ma, proprio grazie all’inquietante presenza del piccolo, diremmo oggi coatto, Billy Bye junior Danilo Celli, i rapporti familiari si rinnovano, più che ricucirsi, non essendoci mai stati lasciando la coppia in una dolce e serena atmosfera.

Fin qui il testo, ma è nell’interpretazione che ne fanno Arnoldo Foà ed Erica Blanc ciò che meraviglia ed entusiasma il pubblico del Parioli (fino al 6 aprile, alle ore 21).

Un ininterrotto uso del tono ironico ad ogni battuta, l’utilizzo incredibile perfino del corpo di Erica Blanc danno un’allegra, a volte feroce, sequenza di situazioni familiari: dalla raccolta delle fragole dell’anziano Norman, preteso da Ethel, alla stessa Ethel che parla con serenità e naturalezza con le anatre (la meraviglia è che le anatre le rispondono!) cosa che accadeva benissimo, senza suscitare ironia, anche a San Francesco. Un pubblico entusiasta in una sala affollatissima e calorosa, ha sottolineato persino le musiche suadenti e al posto giusto di Roberto Procaccini. Completa il cast Charlie il postino interpretato da Valerio Santoro.

Da non perdere e da rivedere.