mercoledì 8 febbraio 2012

Beppe Costa incontri: Arnoldo Foà

venerdì 13 aprile dalle ore 20:00
presso Pellicanolibri
Via Gattico 3, 00166 Roma -Casalotti-
per info: 0661563181
http://pellicanolibri.altervista.org

Arnoldo Foà in
"autobiografia di un artista burbero"
(sellerio)
-l'avventura umana e artistica di un grande italiano-
legge: Elena Balestri
conduce: Beppe Costa



Quell’intuizione che non hai, quell’idea di teatro, di comicità, di tragedia, quell’idea di arte che possiedi e intravedi in te stesso solo quando, da qualche parte, ne riconosci i connotati; come se questa fosse un seme già insito inconsciamente dentro il cuore ma, purtroppo, non ancora espresso.

Molti la chiamerebbero genialità o forse, più semplicemente, carattere. Personalmente non so se l’uno o l’altro termine possano essere appropriati parlando di Arnoldo Foà: attore, regista, doppiatore, scrittore, drammaturgo, pittore e scultore italiano.
È un personaggio che confonde perché risulta difficile capire quando finisce l’intelligenza e inizia la simpatia (dilagante ed estremamente ironica); un motore sviluppatosi in anni poco felici che l’hanno costretto a balzi d’ogni genere e, se volessimo comparare tutto questo al pennello di un artista, potremmo dire che un pittore partorisce le sue tele migliori nei suoi peggiori momenti di sofferenza. Allo stesso modo, la storia sofferente di quel periodo storico, ha trovato in Arnoldo Foà colori vivissimi ed estremamente caratteristici per dipingere e delineare un’infinità di vite così tanto semplici quanto complicate. Queste tele però, restano vive e vivibili anche da chi non ha conosciuto quella “sofferenza madre” e possono essere una via in più per comprendere qualcosa di cui non abbiamo mezzi per decifrarne il significato.

Questo e molto altro deve essere riconosciuto a Foà; le sue innumerevoli interpretazioni e letture ci hanno fornito mezzi preziosi per capire una moltitudine di altri personaggi, che potremmo tranquillamente chiamare persone, Arnoldo ci ha fornito un alfabeto nuovo col quale leggere dentro ai comportamenti e atteggiamenti, periodi storici, ruoli cercati o involontariamente affibbiati, giochi relazionali e logiche famigliari e moltissime altre chiavi di vita, che lui stesso ci ha regalato calcando i palcoscenici di numerosissimi teatri. Proprio come in psicologia si studiano le diverse casistiche e profili mentali, in teatro si possono ritrovare esempi di altre vite, storie in carne e ossa che sanno parlare e insegnare la filastrocca della vita; il teatro sa sussurrare verità dolci e urlare verità amare, il palcoscenico è capace di velature di colore ma anche di contrasti stridenti. Il teatro è capace di fornire il linguaggio della vita e Arnoldo Foà è una voce che ha il suo posto ben definito e riconoscibile, in questo alfabeto di vita vissuta e vivente.


A differenza di altri, Arnoldo possiede una preparazione culturale raffinata che si estende e dilaga in molti ambiti, da quello musicale a quello scultoreo, ama la poesia, i libri e la letteratura. Probabilmente poche persone avrebbero potuto eguagliarlo, perché Arnoldo ha cresciuto un amore per l’arte che gli ha permesso di capire a fondo l’arte teatrale, inglobandosi in essa. Tutto questo e molto altro lo si trova nel libro, edito da Sellerio, “autobiografia di un artista burbero”.
Il pubblico presente alla serata dedicata alla presentazione di questo suo libro (alla Pellicanolibri di Roma -Casalotti-), si accorgerà che Arnoldo non è per nulla burbero ma, anzi, un essere umano davvero umano.

È così che vi presento Arnoldo Foà, l’uomo l’amico che 20 anni fa inaugurò la nostra libreria dicendo: “durerete tre mesi”.
È presente nel nostro catalogo con ben tre titoli.

Stefania Battistella


“non c’è differenza fra la vita e il palcoscenico […]”
Arnoldo Foà

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